Berloni torna in comunicazione e inaugura una nuova fase della propria storia riportando al centro ciò che da sempre ne definisce l’identità: il prodotto.
Storico nome del design italiano nato nel 1960 e oggi parte del gruppo ArredissimA, il brand sceglie una campagna essenziale, diretta, che elimina ogni sovrastruttura narrativa per valorizzare l’essenza della marca: progetto, materia, funzionalità e cultura italiana dell’abitare. Nessun testimonial, nessuna distrazione. Solo Berloni.
Il debutto è previsto in occasione del Festival di Sanremo 2026, uno degli appuntamenti mediatici più iconici e trasversali del panorama italiano. Dal 22 febbraio, il brand sarà on air su Rai 1 durante tutte le serate del Festival con spot da 15 secondi, affiancati da un formato da 30 secondi pianificato nelle fasce pubblicitarie dei programmi flagship di Rai 1, Rai 2 e Rai 3.
Elemento distintivo della campagna è anche la componente sonora: un brano originale, pensato come firma identitaria del brand e come elemento riconoscibile nel percorso di rilancio internazionale. La musica accompagna il racconto visivo con un’atmosfera elegante e senza tempo, rafforzando il legame tra tradizione e visione contemporanea.
«Berloni è un nome che appartiene alla storia del design italiano. Il nostro obiettivo è restituirgli centralità attraverso una visione chiara e coerente, che parta dal prodotto e dalla sua qualità», afferma Ottavio Sartori. «Il rilancio non è solo comunicativo, ma industriale e strategico: vogliamo riportare Berloni ad essere un punto di riferimento nel panorama dell’arredo, in Italia e nel mondo».
Franco Rinaldi aggiunge: «Abbiamo scelto di investire su un messaggio essenziale e forte. Sanremo rappresenta un palcoscenico di grande attenzione mediatica e un punto di partenza simbolico per riaffermare l’identità di Berloni. È l’inizio di un percorso che guarda con decisione ai mercati internazionali».
Con questa campagna, Berloni apre ufficialmente una nuova stagione: un ritorno all’essenza per costruire il futuro. Dall’Italia, al mondo.
Stefano Cigana