e se tornasse il lockdown?

E se tornasse il Lockdown? Immaginate quante aziende rimarrebbero ancora in piedi…

L’ombra lunga della crisi economica iniziata nel 2020, eppure c’è chi fa finta di niente

Provate a immaginare se domani mattina tornasse il Lockdown. Senza lavoro, aziende chiuse, senza fatturato. Provate a immaginarvi quante aziende sarebbero ancora disposte a resistere e stare in piedi. Mettendo di nuovo fondi a cassa perduta. Io penso nessuna. Si sono già dimenticati tutti quello che è successo. Ne usciremo migliori dicevano…

Nel 2020 hanno chiuso definitivamente oltre 390.000 imprese per Covid e crollo dei consumi. Oltre 43mila attività del piccolo commercio hanno chiuso nel 2022.

Entro la prima metà del 2023 potrebbero chiudere 120.000 imprese. Era questa la stima contenuta dell’ufficio studi di Confcommercio nella congiuntura di settembre. 1 azienda su 3 rischia la chiusura entro fine anno.

Sulla stessa linea anche i dati Ocse (comunicati anch’essi a settembre 2022), la crescita mondiale dovrebbe ulteriormente rallentare nel 2023 mentre l’inflazione dovrebbe gradualmente attenuarsi.

LA MEMORIA CORTA DELL’UOMO QUALUNQUE

Eppure, incredibilmente, molti si comportano come se nulla fosse. Dimenticando che tante aziende non si sono ancora rialzate dall’annus horribilis 2020. L’economia italiana è stata messa in ginocchio dal Covid ed è ora azzoppata dall’inflazione, dalla crisi energetica e delle materie prime.

Ciononostante molte figure a vari livelli si comportano come se non fosse successo niente, come se vivessimo in una nuova età dell’oro dove il denaro te lo regalano. Un mondo fatato dove si lavora gratis o dove per due casse di vino ti inserisco il prodotto in una webserie Netflix [Scopri l’articolo dove ho parlato delle partnership win-win].

Un Paese di Cuccagna dove siamo tutti più buoni e generosi in cui elargiamo competenze e tempo gratuitamente. E soprattutto rispettando rigorosamente qualsiasi pretesa in termini di scadenze, proprio al secondo!

Viene proprio da chiedersi in che mondo pensano di vivere certi individui.

Sembra proprio un’amnesia collettiva che non tiene conto di come il periodo pandemico abbia fortemente danneggiato economia e tessuto socio-psicologico. Dando la sopravvivenza delle aziende quasi per scontata.

 

Stefano Cigana

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