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Gunther, il cane più ricco del mondo, acquista l’isola privata di Nicolas Cage alle Bahamas

Dopo il successo planetario di Gunther’s Millions su Netflix, continuano i progetti e gli investimenti del Gunther Trust: la webserie si conclude infatti con un coming soon da parte del prof. Mian e di Carla in una delle proprietà già possedute da Gunther alle Bahamas.

L’isola chiamata Leaf Cay, isola privata di Nicolas Cage, oltre che a diversificare le risorse di Gunther, diventerà un centro per il benessere degli animali.

Cosa c’entro io in tutto questo? Ovviamente mi occuperò di tutte le attività di comunicazione. Ci vediamo su Netflix.

Una storia incredibile trasmessa su Netflix

La nuova serie di Netflix, Gunther’s Millions, è diversa da tutte le altre. Il suo soggetto singolare tiene gli spettatori incollati allo schermo mentre si chiedono: “Può essere più folle di così?”. Ed è così.

Scorrono le immagini di folle di fan, stampa mondiale, relazioni con celebrità, mega-yacht, supercar, nightclub “free love”, cult band, squadre di calcio, la villa di Miami della popstar Madonna e, cosa ancor più intrigante, un progetto di ricerca di trent’anni sulla felicità.

Sorprendentemente, questa è solo la punta dell’iceberg, perché la storia di Gunther non è assolutamente finita.

Gunther’s Millions: il sequel parte con l’isola alle Bahamas

Con l’acquisto della paradisiaca isola di Nicolas Cage, Mian e il Gunther Trust intendono proseguire la ricerca scientifica sulla felicità, gli esperimenti sociali, le iniziative per il benessere di persone ed animali, oltreché contribuire alla diversificazione del patrimonio di Gunther.

Quello che molti non sanno, è che in qualità di consulente di comunicazione del gruppo Gunther, ho presentato due anni fa direttamente io al professore il progetto strategico dell’isola. Quello che ora si sta trasformando in realtà.

In qualità di custode di Gunther e del suo patrimonio, il dott. Mian oltre all’isola alle Bahamas, si è ora buttato a capofitto nello sviluppo di una inedita collezione NFT che segue l’onda della serie, intitolandola appunto “Gunther’s Rich Dog Collection”.

Ma i nuovi progetti non finiscono qui. Ho infatti ricevuto il via libera per investimenti in ambito sportivo. Motta di Livenza in questo momento avrebbe molte opportunità in tal senso. Ho avuto recentemente delle proposte anche per rilevare delle società sportive nel territorio Liventino. Ma onestamente penso che le dirigenze locali non siano ancora pronte all’ingresso di grossi capitali.

 

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Stefano Cigana

CIAK SI GIRA IL BULL DAYS

Alla regia di “Bull Days The Legend”: l’edizione speciale da partner tecnico di “LAMBORGHINI – The man behind the legend”, già 2° film su Apple TV USA

Il film biografico intitolato “LAMBORGHINI – The man behind the legend” è già salito sul podio statunitense come 2° film più visto sulla piattaforma Apple TV. Un traguardo prestigioso possibile grazie anche allo show alimentato dal Bull Days nel giorno più importante: la World Premiere ad Alice nella Città, sezione della Festa del Cinema di Roma.

Qui abbiamo sfilato sul Red Carpet a fianco delle star hollywoodiane. L’edizione speciale nominata per l’occasione “Bull Days The Legend” ha saputo marchiare con il suo inconfondibile stile l’anteprima mondiale del film dedicato a Ferruccio Lamborghini.

L’iconica storia è stata scritta e diretta dal Premio Oscar Bobby Moresco, prodotta da Andrea Iervolino, Monika Bacardi e Lambo Film, in esecutiva di ILBE e Notorious Pictures. Con un cast di livello internazionale: Frank Grillo, Mira Sorvino, Gabriel Byrne, Hannah Van Der Westhuy; oltre ad attori e talenti italiani come Romano Reggiani, Lorenzo Viganò, il rapper Clementino, Giovanni Antonacci (figlio di Biagio Antonacci), Fortunato Cerlino, Francesca Tizzano e Matteo Leone.

L’inizio di tutto: l’incontro con il maestro Tony Renis

Come è nato tutto? Il primo contatto che ho avuto è stato con Tony Renis. Mi ha subito confessato quanto sarebbe stato bello avere una Lamborghini d’epoca all’esterno del festival del Cinema di Roma per la prima mondiale del film “Lamborghini – The man behind the legend”.

Portare solo un’auto? Ho pensato: o si fa un Bull Days o niente. È qui che è nata l’idea di catapultare il film fuori dallo schermo e organizzare il tour per Roma. Infatti quando ho fatto la mia proposta di far vivere il cinema sulle strade, è stata subito avvallata trasmettendo a tutti grande carica ed entusiasmo.

Incontrare Tony Renis è stato quindi determinante [come ho già raccontato nell’articolo che ha preceduto l’evento]. Incredibile trovarsi davanti a una pietra miliare della storia della musica. Direi che per vari aspetti caratteriali siamo molto simili e lo ha confermato pure lui.

C’è stata un’empatia, un’alchimia immediata. Tant’è che gli ho detto, simpaticamente, che se il percorso continuerà ad essere questo alla sua età sarò forse come lui. Quando sei molto simile, non ci sono vie di mezzo. Con Tony Renis è stata subito fumata bianca.

Lo stesso è stato anche con lo staff di ILBE, c’è stata subito grande intesa, viste le esperienze passate in ambito di produzione cinematografica. Andrea Iervolino, Monika Bacardi e il cast ho invece avuto il privilegio di conoscerli direttamente la serata della premiere, caricandoli uno ad uno nelle lambo della community Bull Days.

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Dietro le quinte di uno show entrato nella storia

Chiaramente l’evento è stato il culmine emozionale, ma il vero vortice emotivo è iniziato nel momento in cui mi hanno detto di sì. Qui è cominciato a tutti gli effetti il Bull Days The Legend. In soli 15 giorni di fuoco abbiamo organizzato l’inimmaginabile.

La parte difficile è stata che per questa special edition bisognava portare le vetture storiche che meglio rappresentavano l’epoca di Ferruccio. Dopotutto che senso avrebbe avuto portare delle moderne? Ma convincere un collezionista che espone l’auto praticamente in salotto, un vero pezzo da museo dal valore di milioni di euro, di caricarla su una bisarca e farla correre sui sanpietrini di Roma non è stato per niente semplice.

L’insonnia è stata tanta. Il procedimento di raccolta è partito da Udine attraversando l’Italia fino a Roma. Mentre accadeva tutto questo abbiamo pianificato uffici stampa, comunicazioni, hospitality e tutta la parte di sicurezza. Coordinandoci con la questura di Roma per sviluppare il roadshow cittadino in pieno centro (e di domenica sera con la partita Roma-Napoli in corso).

In quella fase ero divorato dalla tensione. Ho capito che ce l’avevamo fatta quando è partita la Lamborghini della Polizia di Stato, che ci faceva da capoconvoglio.

Mi hanno passato il testimone della regia

Dopodiché siamo arrivati al punto di raccolta dove abbiamo incontrato gli attori e i produttori. Quando la produzione ha visto arrivare lo schieramento di Lamborghini sono rimasti senza parole. In quel momento mi hanno passato il testimone della regia, Bobby Moresco mi ha detto: “Great work!”

La grande forza del Bull Days è questa, di saper creare cose uniche.

Sfilare vedendo San Pietro con circa 5000 persone che ci attendevano è stato indescrivibile. Come essere stato attore del film senza avere una parte. È stato tutto un “buona la prima” e non abbiamo sbagliato una virgola.

Il film “LAMBORGHINI – The man behind the legend” scende in strada

Siamo riusciti a portare la storia fuori dallo schermo, creando un vero e proprio reality del film “LAMBORGHINI – The man behind the legend”. Mi sono sentito un po’ come Christof su Truman Show, facendo la regia non dalla luna ma dal pianeta Terra con tutte le problematiche del caso.

Come quando a fine serata un piccolo calo di batteria non faceva ripartire una Miura. Era pur sempre un’auto degli anni 60… è così che tutti quanti in smoking ci siamo messi a spingerla sino a quando non è partita. Un siparietto proprio da film! I titoli di coda di una sera assolutamente memorabile.

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Mi piace immaginare che Ferruccio Lamborghini mi abbia guidato dall’alto

Vivere così da vicino e in prima persona un omaggio del genere al mitico Ferruccio Lamborghini, per me è stato il completamento di un percorso iniziato da bambino. Trovarmi oggi ad essere una delle colonne portanti di questo avvenimento è stato qualcosa di così pieno da essere difficile da definire.

Secondo voi cosa posso chiedere di più?

Con questo film è stato celebrato non solo il fondatore di un marchio che ha prodotto auto sportive, ma l’uomo che ha cambiato l’immaginario mio e dell’Italia. Infatti, chi si aspettava un film con auto e motori resterà sorpreso.

Come suggerisce il titolo, la pellicola è molto introspettiva e personalmente mi ha aiutato a scoprire meglio l’impeto che aveva dentro Ferruccio. Facendomi scoprire anche la figura di Tonino. Capendo veramente tante cose che nella normalità percepibile dalle notizie non si possono comprendere appieno.

Un nuovo punto di arrivo per Bull Days

Dopo sette anni di attività, vedere il marchio che ho creato e plasmato riconosciuto come partner tecnico della world premiere di questo incredibile cult-movie è qualcosa di indescrivibile. Abbiamo scritto un nuovo capitolo, un nuovo livello.

Sfilare sul red carpet con star hollywoodiane non è qualcosa da tutti i giorni. La nostra community ha veramente passato un gradino evolutivo. Raggiungendo un punto cardine che ritroveremo nei Bull Days da qui al 2025.

Il contributo che Bull Days ha dato al successo del film è stato quello d’esser riusciti a veicolare lo spirito e la passione per il marchio del toro e per la storia di Ferruccio Lamborghini in tutto il mondo. Riuscendo ad avvicinarla al pubblico, portandola a tutti gli effetti per le strade. Dando nuova luce a un’epopea che forse l’immaginario collettivo non aveva completamente compreso.

Stefano Cigana

Bull Days partner ufficiale di “Lamborghini – The Legend”, film del premio oscar Bobby Moresco

“BULL DAYS THE LEGEND” sfila sul red carpet della Festa del Cinema di Roma: è già storia

Quest’anno Bull Days ha superato sé stesso. Sette edizioni in un solo anno e altre in programma capaci di andare ben oltre il concetto di roadshow. Dal ketch campione del mondo NZ Endeavour all’inaugurazione della Fabbrica dei Trattori di Ferruccio Lamborghini. Bull Days è sempre di più un fenomeno pop ampiamente riconosciuto a livello internazionale.

Sono proprio questi ultimi traguardi che hanno reso possibile il lancio della special edition “Bull Days The Legend”. Una selezione di lambo storiche sfilerà nel palcoscenico della XVII Festa del Cinema di Roma. Accompagnando sul prestigioso red carpet la prima mondiale del film di Bobby Moresco intitolato “Lamborghini – The Legend”, pellicola biografica basata sulla leggendaria epopea di Ferruccio Lamborghini.

Il film buca lo schermo: show unico che fa rivivere il mito Ferruccio Lamborghini

Una storia meravigliosa su un uomo ossessionato dalla perfezione. Si ritorna indietro nel tempo, nel fascino di un’Italia che non c’è più. Partendo dai trattori, arrivando alla nascita delle vetture geniali diventate poi famose in tutto il mondo.

Una pellicola già pronta al successo diretta dal regista Bobby Moresco, vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura di “Crash”. Il cast è invece composto da Frank Grillo, nei panni di Ferruccio, Mira Sorvino ad impersonare Annita, Gabriel Byrne nel ruolo di Enzo Ferrari e molti altri. 

C’è anche Tony Renis, amico di Lamborghini, che compare in un cameo, impersonando sé stesso. Giovanni Antonacci, figlio del cantante Biagio, interpreta invece il giovane Renis.

I fotogrammi del primo film sul fondatore della “Casa del toro” scorreranno specchiandosi di fronte alle supercar della Bull Days Community. Un live, uno show assoluto che farà rivivere per una sera il leggendario Ferruccio.

Alla prima mondiale e alla special edition firmata Bull Days saranno infatti presenti molte star hollywoodiane, attori, personaggi famosi e ovviamente il cast accompagnato dalla famiglia Lamborghini, quella vera. Un incontro unico che vedrà le star protagoniste salire a bordo dei preziosi tori della nostra community.

La produzione conferisce al Bull Days un ruolo chiave

Tutto questo sarà possibile grazie alla produzione che ha riconosciuto il Bull Days come team organizzativo, con il compito di gestire l’esposizione e lo spostamento delle vetture del toro.

Permettendoci di partecipare in prima persona ad un vero avvenimento storico, riconoscendo di fatto il nostro staff come l’unico in grado di completare la missione a regola d’arte.

Un traguardo importante, evidente conseguenza della qualità del lavoro svolto e della pluriennale esperienza nell’organizzazione in tutto il globo dei Bull Days.

Una presenza significativa la nostra, durante la World Premiere del primo film biografico sul leggendario Ferruccio Lamborghini, nell’ambito del “gran finale” della Festa del Cinema di Roma.

Un contesto non proprio da tutti i giorni.

Fondamentale la sinergia con TONY RENIS: verso le world premiere di Miami, Dubai e Tokyo

La scintilla che ha fatto sbocciare questa edizione speciale è da attribuire innanzitutto a Tony Renis, il cantante e produttore che ha regalato alla musica italiana canzoni come “Quando quando quando”.

È proprio il maestro che mi ha scelto, convinto fermamente dell’impatto che la Bull Days Community sa ottenere. È iniziato così a tutti gli effetti un percorso lavorativo con Tony Renis, nome d’arte del leggendario maestro Elio Cesari. Lavorare al suo fianco è per me motivo di grandissimo orgoglio.

Per domenica 23 ottobre, ultimo giorno del festival romano, stiamo costruendo un vero e proprio evento nell’evento. Uno show super esclusivo che amplierà ulteriormente il network di collezionisti di Lamborghini a star e influenti personaggi del mondo dello spettacolo. 

Un’esperienza totale per toccare con mano e vivere in prima persona la storia e l’atmosfera da Dolce Vita girata nel film.

Si tratta quindi di una relazione di notevole importanza, sul tavolo c’è già una proiezione futura verso le prossime presentazioni a Miami, Dubai e Tokyo

Il Party delle Star dopo la premiere del film

Concludiamo tornando all’imminente appuntamento romano, alla proiezione di “Lamborghini – The Legend” seguirà un party super-riservato e a porte chiuse. Un finale in grande stile con invitate personalità di punta dello star system e naturalmente Tonino Lamborghini con la famiglia.

Bull Days è pronto a sfilare nell’iconica cornice monumentale della Città Eterna per lasciare un segno indelebile.

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Stefano Cigana

Il Bull Days nella settimana dell’UTOPIA: la fabbrica Pagani apre alla community, un vero onore

A pochi giorni dalla presentazione della nuova Pagani “Utopia”, la leggendaria fabbrica modenese apre le sue porte, questo sabato, al Bull Days Motor Valley

Dopo Zonda e Huayra, Pagani Automobili ha appena presentato al mondo la sua terza creazione: Utopia. Nome impegnativo che non intimorisce per nulla il suo V12 da 864 Cv, autolimitato a 350 km/h. Un esemplare che ha richiesto 6 anni di lavoro, oltre 4.000 disegni, 8 prototipi e 2 modelli in scala 1:1. Una nuova hypercar iconica caratterizzata da linee sinuose, pulite, senza tempo, ruote grandi, interni retrò e cura dei dettagli.

Una vettura che alza ancora più in alto l’asticella della tradizione Pagani, l’auto è infatti omologata secondo i più severi standard di circolazione. Un’opera d’arte plasmata seguendo il concetto di bellezza “senza tempo” e massima leggerezza. Basti pensare che il peso è contenuto in appena 1.280 kg. Il profilo sinuoso è privo di ali, alettoni e altre appendici aerodinamiche grazie a uno straordinario studio nella disposizione dei flussi d’aria nella parte inferiore dell’auto.

Pagani Utopia è un mix di ispirazioni. Una su tutte quella per il genio di Leonardo da Vinci, è infatti la sua visione estetica, scientifica e il suo approccio olistico all’osservazione della natura ad aver segnato anche la genesi di questa creatura a quattro ruote. Celebri gli studi leonardeschi sul volo e sul movimento degli uccelli, sui fenomeni naturali d’ogni genere.

Questo forte legame con l’aria, condiviso a distanza di secoli con Pagani, è stato la scintilla che ha innescato la mostra temporanea “Le forme dell’aria: da Leonardo a Pagani C10”. Un’esposizione che unisce la Utopia (C10 è la sigla progettuale) ai disegni originali di Leonardo sullo studio dell’aria.

Qui l’intervista a Horacio Pagani >

Fatto quindi rappresentativo di uno svelamento veramente storico. In questo momento così importante e particolare Pagani Automobili ha inoltre deciso di aprire la Fabbrica appositamente per la Bull Days Community. Nell’ambito dell’imminente prossima edizione intitolata “Bull Days Motor Valley”, che andrà in scena questo week-end, il 16-17-18 settembre.

Poter omaggiare la leggendaria casa automobilistica modenese e il suo fondatore a così pochi giorni dalla presentazione mondiale della Pagani Utopia è un privilegio non da poco. Tracciando un continuum simbolico fra lo svelamento del nuovo modello e l’inaugurazione del prossimo Bull Days.

Il sogno dietro alle “auto senza tempo” di Horacio Pagani

Arrivò dalla lontana Argentina nel 1982 per realizzare il sogno che lo accompagnava sin da ragazzo: costruire un’automobile sportiva di elevato livello. Per renderlo realtà aveva scelto niente meno che il territorio storicamente delegato a simili imprese: la Motor Valley emiliana.

Come semplice operaio della Lamborghini si era messo in luce per le sue doti di designer, oltreché per la capacità di trattare materiali compositi come la fibra di carbonio, all’epoca estremamente innovativa.

Questa abilità lo portò ad aprire la Modena Design, piccola realtà dedicata al settore, mentre simultaneamente continuava a coltivare il progetto di una sua personale gran turismo da prestazioni top. All’epoca la Pagani Automobili era solo un’idea. Un seme nutrito dalla costante tenacia.

Ma la visione era già allora molto chiara, l’unico vero elemento mancante era il motore V12 da elevate prestazioni. Grazie all’intermediazione dell’amico pilota Juan Manuel Fangio, Horacio e il suo ambizioso progetto riuscirono a rapire il cuore del membro del CdA di Daimler-Benz Dieter Zetsche.

Il dirigente tedesco apprezzò molto il suo lavoro, aggiungendo che gli sembrava proprio “un’auto senza tempo” alludendo ovviamente allo stile capace di superare ogni moda. Pagani rispose “Meno male che è una macchina senza tempo, perché io sono uno senza soldi e avrò bisogno di molto tempo per farla!”.

In quel preciso momento, espresso con genuina sincerità, si racchiude l’incredibile storia di una fabbrica che nei due decenni successivi sarebbe diventata un riferimento mondiale per le auto di elevate prestazioni. Coraggio, tenacia, anni di grande fatica fisica e mentale sono stati gli ingredienti vincenti di una scalata conclusasi in trionfo.

L’omaggio del Bull Days Motor Valley

Il 16-17-18 settembre ci attende quindi un Bull Days capace di raccogliere in un unicum le storie di successo di tante leggende del MotorSport e dell’Imprenditoria mondiale. Una su tutte quella di Ferruccio Lamborghini, grazie alla storica riapertura della cupola, vale a dire l’iconica fabbrica di trattori del toro a Pieve di Cento. [Qui l’articolo in cui ne ho parlato]

A cui si unisce la straordinaria epopea di Horacio Pagani. Il celebre costruttore italo-argentino venuto in Italia con il mito della Motor Valley nella testa e nel cuore. Ispirato dal genio di Leonardo da Vinci, da cui ha sempre condiviso il concetto che Arte e Scienza siano due facce della stessa medaglia.

Da qui parte l’imminente Bull Days Motor Valley, un omaggio originale e mai visto prima alla leggendaria Terra dei Motori. Un’edizione pronta a riavvolgere il nastro per proiettare la storia nel futuro. Celebrando e ricongiungendo simbolicamente le Lambo della Bull Days Community con la prestigiosa casa di hypercar d’autore Pagani Automobili.

Un DNA comune: il tributo della Bull Days Community alla Pagani Automobili

Infondo questi valori, questo modo di essere, sono gli stessi che albergano nel profondo dei membri che compongono la community Bull Days. Sono convinto che se scindessimo il DNA del geniale costruttore italo-argentino troveremmo sicuramente le stesse molecole che scorrono nell’essenza del Bull Days. Come se il patrimonio genetico fosse identico.

Questo Bull Days Motor Valley scardinerà la linea del tempo, facendo rivivere per un giorno il legame fra le opere plasmate dal dio del vento di Pagani e i tori inferociti Lamborghini. Come se la storia ripartisse da un nuovo anno zero, dai disegni di Horacio del restyling della Diablo VT o dal prototipo della Countach Evoluzione.

Da un genio creativo capace di rendere semplice l’impossibile. Autentico marchio di fabbrica che questa volta incontra l’inconfondibile stile #LikeNobodyElse del Bull Days.

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Scopri il programma ufficiale del Bull Days Motor Valley

Stefano Cigana

Riapre la Fabbrica dei Trattori Lamborghini

Il simbolo di Pieve di Cento: trattori, mostra fotografica, supercar e Formula 1, tutti insieme per la prima volta grazie alla partnership tra Bull Days ed Eurotarget

Lamborghini è da sempre, e non solo per me, sinonimo di potenza, esclusività e lusso ma, anche sinonimo di valori. Si tratta di un brand tutto italiano i cui prodotti incarnano a pieno lo spirito produttivo tipico del nostro paese.

Un paese, il nostro, fatto di tradizioni famigliari e passione; proprio questo è ciò che in qualche modo ho sempre sentito vicino e, con il tempo ho saputo fare mio. Perché se il marchio Lamborghini è divenuto nel tempo un brand unico ed immortale, un pizzico di questo miracolo tutto italiano lo si deve anche alla storia del suo fondatore, Ferruccio Lamborghini.

La sua è una storia come tante, fatta di sacrifici, sogni e coraggio. La storia di chi si è rimboccato le maniche ed ha iniziato a lavorare seguendo la propria passione, proprio come me, senza cercare scuse o alibi di qualsivoglia tipo e che, ha fatto della propria tenacia la sua forza.

Proprio questo è quello che ho sempre ammirato dell’uomo e dell’imprenditore Ferruccio, la capacità di non farsi mai abbattere dalle critiche e ricercare sempre nuovi stimoli. Molte storie ed aneddoti sono stati raccontati nel tempo sulla figura del dott. Lamborghini e ciò che ne è sempre emerso è la figura di un uomo carismatico e deciso ma, allo stesso tempo, fortemente legato ai valori della famiglia e della tradizione.

Proprio questa affezione all’uomo, oltre che al marchio, due realtà inscindibili nella storia del brand Lamborghini, suscita in me ed anche in altri appassionati, quel sentimento di nostalgia e rispetto che ci porta a tornare sempre un po’ bambini al cospetto di un “toro di Sant’Agata”.

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La sindrome del papavero alto: una lambo ti cambia, cambia chi sta attorno a te

Il mio sogno fin da bambino [ne parlo qui] era di arrivare un giorno a stringere tra le mani il volante di una Lambo, da sempre sinonimo di successo e realizzazione personale. Il coronamento di una carriera lavorativo-imprenditoriale che, come mi auguravo, si sta rivelando molto gratificante, ma io volevo e voglio tutt’ora fare di più.

Sarà proprio a causa di questo mio approccio tendente all’autorealizzazione personale, che al giorno d’oggi mi stupisco ancora di fronte ad associazioni troppo faziose e volgari tra il brand e l’opulenza. L’invidia è sempre stata una brutta bestia ma, specie nella nostra epoca fatta di condivisone d’immagini è divenuta per l’italiano medio quasi un chiodo fisso, una malattia sociale molto diffusa. [ne parlo qui]

Una bella macchina, una bella donna o una bella casa un tempo erano stimoli positivi che spingevano le persone a migliorarsi ed impegnarsi nella vita. Obiettivi verso cui tendere e non pretesti per denigrare il prossimo, evidentemente più maturo e realizzato; questo ciò che penso, questo è il mio mindset.

Così quando ho annunciato, con un’affermazione a metà tra il serio ed il divertito, che la celebre fabbrica della Lamborghini Trattori, fondata da Ferruccio nel 1948, sarebbe stata riaperta in occasione del Bull Days Motor Valley; molti mi hanno preso per pazzo. Di nuovo.

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Bull Days Motor Valley: l’omaggio alla terra della velocità

Invece l’imminente Bull Days Motor Valley, che andrà in scena il 16-17-18 settembre 2022, è estremamente vero e concreto. Vi anticipo infatti che sarà un Lamborghini show mai visto prima d’ora. Grazie al main sponsor Eurotarget, riapriremo in grande stile l’iconica cupola, sede per l’appunto della storica fabbrica dei trattori Lamborghini. 

Location emblematica che ospiterà per la prima volta al mondo, tutte sotto lo stesso cielo e sopra lo stesso manto stradale, supercar, trattori e monoposto Formula 1 a marchio Lamborghini.

Autentico coronamento di questo mio personalissimo traguardo, omaggiare in modo assolutamente originale un mito leggendario, Ferruccio Elio Arturo Lamborghini, immortale ed eterno, proprio a casa sua, Pieve di Cento.

Proprio la città che ha dato i natali al dott. Lamborghini e che ne ha visto crescere la caratura, da semplice imprenditore ad industriale di successo, a mente visionaria. Un paese incastonato nel cuore della Terra dei Motori, nel punto mediano della direttrice che collega i due capi di essa, Piacenza e Rimini.

In quasi 300 km di strada, lungo l’antica via Emilia, risiedono i moderni segreti della velocità, creazioni gelosamente custodite delle case automobilistiche e motoristiche più influenti e prestigiose del pianeta. 

Per questo nasce Bull Days Motor Valley, seguendo inevitabilmente il battito della mia passione, omaggiando una terra che con la sua storia ha saputo donarmi molto, in primis una ragione di vita: i motori. E in particolare le vetture che mi stregarono da bambino e che negli anni sono diventate parte integrante del mio essere.

La Fabbrica dei Trattori: Il Gran Finale firmato Bull Days & Eurotarget

Grazie alla partnership tra Bull Days ed Eurotarget, riapriremo per un giorno, simbolicamente, quella che un tempo fu la sede storica degli uffici Lamborghini Trattori; la prima azienda fondata da Ferruccio Lamborghini. La riapertura dell’iconica “Cupola” a Pieve di Cento, che ospitava l’ufficio del Cavaliere renazzese, vuole celebrare ideologicamente il 76° anniversario dalla fondazione della sua prima officina.

La storicità del momento richiede un’attenta ed adeguata organizzazione generale, il rispetto necessario al luogo ed alla sua incredibile storia. Una cornice di avvenimenti esclusivi ed ospiti prestigiosi andrà ad elevare la portata dell’evento, già di per sé unico.                                                                                                     

La presenza di lambo storiche e moderne, oltreché dei famigerati trattori marchiati Lamborghini, tra cui spiccano i modelli Carioca, il primo realizzato nell’anno di fondazione dell’azienda nel 1948, i modelli L e DL, nelle loro varie versioni insieme alla celebre edizione “Lamborghinetta”, evoluzione delle precedenti DL.

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Grande attesa poi per le special guest mozzafiato dal passato delle corse. Mi riferisco alle iconiche monoposto Lamborghini che gareggiarono nei primi anni ‘90 in Formula 1. Le Lambo 291 si uniranno in vetrina, vere punte di diamante della divisione Lamborghini Engineering

Una storia singolare che portò i motori V12 Lamborghini ad essere pubblicamente elogiati nel ’94 anche dal campione brasiliano Ayrton Senna.

Si tratta della prima volta in cui vengono riunite in un luogo unico ed iconico, riportandole “a casa” tutte le vetture che hanno segnato la storia, nelle sue sfumature più varie ed emozionali, della “casa del toro”: un vero e proprio pellegrinaggio alla mecca dei motori.

Un’occasione irripetibile, apice di un sogno condiviso da molti e di una partnership importante, quella con Eurotarget, azienda leader nel campo automotive, destinata a scrivere la storia. “La Fabbrica dei Trattori” è il nome di questo evento nell’evento Bull Days Motor Valley

Autentico show capace di emozionare rievocando i fasti del passato, scatenando un mix di sentimenti tra nostalgia, ammirazione e gioia. Simbolo d’imprenditorialità e visione che negli anni hanno portato sviluppo e benessere non solo al territorio centese ma nuova linfa a tutto il tessuto produttivo italiano: coraggio, passione, tradizione.

Mettere un piede nel passato per proiettarsi poi con nuovo slancio nel futuro, proponendo nuove ed incredibili opportunità di crescita e sviluppo per tutto il comparto automotive: questa la mission dei due brand, Bull Days ed Eurotarget, ingrediente fondamentale per puntare a un nuovo trionfo.

Scopri il programma Bull Days Motor Valley

Stefano Cigana

Le persone perbene delle Vele di Scampia

La forte esperienza dopo aver incontrato i “Fantasmi di Secondigliano”: in squadra con gli “angeli” degli invisibili per un messaggio di rinascita

Si è concluso domenica 31 luglio il primo Bull Days nel Mezzogiorno. Un omaggio alle meravigliose terre ai piedi del Vesuvio, bagnate dal Golfo di Napoli. Un vero successo andato ben oltre ogni aspettativa, reso possibile grazie all’organizzazione impeccabile e all’enorme lavoro di squadra. Determinante è stato il contributo delle forze di polizia che hanno garantito sempre la massima sicurezza in termine di ordine pubblico.

Visitando e vivendo questi territori ho incontrato i “Fantasmi di Secondigliano”, la Squadra Investigativa ed Operativa del Commissariato Secondigliano. Così chiamati proprio perché compaiono dal nulla, all’improvviso, come dei fantasmi che arrestano i criminali. E che si mostrano solo quando vogliono farsi vedere. Delle persone con una storia vera dietro alle spalle, scolpita direttamente nei loro volti, nelle loro mani. Con loro mi resta un legame emotivo e un ricordo, che va ben oltre al Bull Days.

I “Fantasmi di Secondigliano”: «l’ultimo baluardo tra l’ordine e il caos»  

Ho conosciuto Antonio, Luca, Enzo… Ho incontrato uomini che sono cresciuti a Scampia, a Secondigliano, nel mezzo delle guerre fra clan camorristi. Hanno toccato con mano la violenza cieca della camorra, la criminalità spietata, quella vera. Combattendo contro di essa. Morte, droga, rapimenti, prostituzione, bambini abbandonati: non è netflix, non è una fiction, è la cruda realtà. Grezza, amara, scalcinata, come i muri smembrati delle strade e delle case dove sono cresciuti, dove hanno smarrito l’innocenza, dove continuano ad entrare per salvare vite.

Vengono chiamati “fantasmi”, ma sono più degli angeli. Rischiano la vita ogni giorno per la brava gente di queste terre dimenticate da dio. Hanno fatto cadere il clan di Lauro, hanno ripulito le Vele di Scampia, interi quartieri liberati dai germi della mafia.

«Abbiamo scelto di lavorare dove lavoriamo e di fare quello che facciamo, avevamo delle alternative, non siamo stati costretti. Ma abbiamo deciso di fare quello che facciamo con passione, perché sappiamo che noi rappresentiamo per una realtà come questa l’ultimo baluardo tra l’ordine e il caos. Noi siamo tutti ragazzi cresciuti nella periferia, in strada. Ma alla fine abbiamo deciso di fare un percorso differente rispetto a tanti nostri amici o conoscenti, che o si trovano sottoterra o in carcere, ma l’estrazione è quella, abbiamo mangiato le stesse identiche pietre per strada».

Luca dei “Fantasmi di Secondigliano”

Delle personalità che mi hanno trasmesso qualcosa difficile da definire con una sola parola o con un linguaggio verbale. Uomini, storie, vissuti che mi hanno colpito e forse anche spostato la mia percezione.

La 1° lambo “Maradona” a Scampia e Secondigliano

Ho così deciso di farmi accompagnare da loro per esplorare questi territori a bordo della mia Lamborghini. Un modo per diffondere un messaggio, per dare voce a chi non ce l’ha: a Scampia c’è anche la brava gente, il bene esiste e può crescere anche qui. Qui, dove tutto pare ridursi ancora a una mera lotta per la sopravvivenza. Qui, dove invece può sorgere un nuovo futuro.

È così che ho attraversato il viale principale di Secondigliano, visitando il commissariato con foto di rito e tour, per poi dirigermi in direzione Vele di Scampia. Il tutto a bordo della mia Huracán con numero 10, firma ed effige di Diego Armando Maradona, tributo speciale al Pibe de Oro. 

La prima auto di lusso “legale” ad entrare in questo simbolo sia di decadenza che di rinascita. Vecchia roccaforte della camorra in un tempo neanche troppo lontano.

Al nostro arrivo qui alle vele, sono usciti correndo verso di noi numerosi bambini, seguiti subito dopo dall’egual stupore dei genitori e delle famiglie. Davvero indescrivibile. Ci siamo poi diretti verso l’interno del complesso, salendo le scale fra graffiti, rifiuti, vetri rotti, simboli, bandiere, tracce lasciate da persone provenienti da innumerevoli paesi, culture, realtà.

Siamo saliti in alto e a quel punto Enzo del Commissariato Scampia ha bussato a una porta. Ad aprirci la signora che con grande gentilezza, accoglienza e umanità ci ha accolti per farci scattare la foto dall’alto. Mostrandoci un’ospitalità veramente d’altri tempi. 

Quella signora non aveva niente e dopo averci aperto le porte, dopo dieci secondi eravamo già suoi ospiti.

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«Quella fotografia è un quadro, dove la Lamborghini è la Gioconda»

Non una semplice foto. Queste sono infatti le parole di Luca:

«qua se ne vedono spesso, a volte sai per affermare la propria presenza sul territorio i clan camorristici, alcuni personaggi legati alla criminalità organizzata, ne fanno sfoggio ma ne fanno uno sfoggio sbagliato, volgare, violento, invadente.

Invece l’immagine di ieri a me è sembrata un dipinto, un quadro, ed è stata molto forte, ha avuto un effetto dirompente. Perché è stata l’immagine di un qualcosa di estremamente bello ed estremamente forte calato in un contesto dove non c’è niente di così bello e di così potente. E allora è stato come una grossissima contraddizione, ma che in realtà rappresenta e simboleggia perfettamente quello che può essere Secondigliano e Scampia.

Cioè là dove c’è il deserto, riesci a vedere una rosa. E quindi per me quella Lamborghini così bella e così forte, abbinata all’immagine di Diego Armando Maradona, che ha rappresentato un riscatto per Napoli ma soprattutto per quella fascia di popolazione che si trovava nel degrado e nella povertà di Napoli, era un simbolo non solo di bellezza ma anche di speranza. È come se fosse stato lanciato un messaggio: O’ qua stiamo in mezzo al deserto, ma anche in mezzo al deserto può crescere una rosa!».

La lambo di Maradona alle vele ha emozionato molto Luca, l’ha definita come: «l’immagine di quel singolo seme che riesce a crescere con quel goccio d’acqua, nonostante il terreno arido, nonostante la siccità, e a diventare un qualcosa di bello, di forte e di dirompente. 

Il cielo azzurro sopra, la vela bianca in mezzo e a terra un’altra volta questo spicchio di azzurro che sembra sceso direttamente dal cielo. Per me quella fotografia è un quadro, dove la Lamborghini è la Gioconda. Per me è stata un’emozione bellissima, fortissima. Un messaggio per dire che anche qua può nascere qualcosa di buono, anche qua nascono le cose belle. E quando qua le cose escono belle, escono belle davvero».

Un’immagine «molto d’impatto» anche per Antonio, che prosegue dicendo che:

«Le vele e l’Huracán rappresentano le mie due più grandi passioni, il mio lavoro e i motori. Le vele mi hanno dato 30 anni di servizio, ho dato tanto, la mia vita, la mia gioventù. Per i motori più o meno la stessa cosa. Quello che fa da contrasto è che dopo tantissimi anni di sacrificio siamo ancora “costretti” ad accompagnare una Huracán sotto alle vele. 

Quindi mi dà un po’ di senso di fallimento da parte non degli uomini dello Stato, ma dello Stato. Questa sicuramente è una cosa che fa male, almeno ad un uomo che ha dato la vita per le istituzioni e per lo Stato. C’è sicuramente sempre il pizzico di speranza. Anche perché di qui a poco nascerà un polo dell’università, e quindi la speranza c’è sempre».

L’artista Pep Marchegiani: «un veneto a Scampia è come Colombo a Santo Domingo nel 1492»  

È stata quindi una foto che entrerà nella storia, una visita che ha già lasciato una traccia. Una vera e propria performance, azione artistica a sfondo sociale dove l’immagine iconica di Diego Armando Maradona è diventata il ponte simbolico ed estetico fra due mondi opposti, quello del benessere e quello della povertà estrema, fra due parti di Napoli antitetiche e unite allo stesso tempo.

Influenzato dall’inprinting del maestro d’arte Pep Marchegiani, ho voluto rendere omaggio a tutti i “mille colori” di Napoli wrappando l’emblematica silhouette di Maradona. Un simbolo di riscatto che parla la stessa lingua multietnica dei graffiti presenti all’interno delle vele. Considero infatti le Vele di Scampia un “museo abitato”, una grotta dipinta da migliaia di pitture rupestri, moderna babele dove eros e thanatos, i due impulsi primordiali, convivono. Molto di più quindi della mera rappresentazione della violenza e dell’arroganza mafiosa.

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Anche un bambino delle vele mi ha chiesto perché ho fatto il disegno di Maradona. Io gli ho risposto che l’ho fatto per creare un collegamento con i disegni che fanno loro qui. Quando invece il Commissario mi ha domandato come mi è venuta l’idea, ho ripensato subito a quella folgorazione creativa avuta all’autolavaggio. Quando ho proprio visto sovrapporsi i colori della mia Huracán con le tinte sociali della maglia napoletana e argentina del campione Diego. Allora mi sono convinto.

Con quest’opera unica ho voluto anche rendere in movimento il poster più iconico del Diez, un’immagine condannata altrimenti alla staticità. Il Pibe de Oro, è così tornato metaforicamente a correre in campo, a dribblare tutta la difesa e a gonfiare la rete, esultando sotto la curva. Infondo anche il gioco del calcio è una grande metafora della vita.

Mi piacerebbe immaginare una Scampia prima e una Scampia dopo la lambo di Maradona

È stata dunque un’esperienza totale davvero forte, da batticuore, da pelle d’oca. Mi ha letteralmente catapultato dalla visione romanzata dei film alla nuda realtà. Un rito di passaggio accompagnato dai “Fantasmi”. Un viaggio per dare un forte segnale proiettato al futuro, per conoscere le brave persone di Scampia e Secondigliano. È proprio la loro umanità il punto di partenza per riqualificare questo territorio.

Da qui in avanti vedo sicuramente un legame forte. Mi piacerebbe immaginare una Scampia prima e una Scampia dopo la lambo di Maradona. Mi piace immaginarla come un nuovo zero.

 

Stefano Cigana

LAMBORGHINI – THE LEGEND: il film di Bobby Moresco su Ferruccio Lamborghini

LAMBORGHINI, l'uomo dietro la leggenda: coming soon!

Una storia meravigliosa su un’uomo ossessionato dalla perfezione. Il titolo del film biografico sulla vita di Ferruccio è “Lamborghini – The Legend“. Proprio come l’omonimo libro scritto dal figlio del leggendario costruttore Tonino Lamborghini. 

Una pellicola già pronta al successo diretta dal regista Bobby Moresco, vincitore dell’Oscar per la sceneggiatura di “Crash”. La storia si concentrerà soprattutto sull’incontro fra Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini, incontro che cambierà la vita del nostro Ferruccio.

STAY TUNED 

Stefano Cigana

STRIKE BULL DAYS: approvato il piano di sviluppo per il potenziamento della divisione ENJOYRENT

Fondi d’investimento sostengono il marchio Bull Days EnjoyRent con 30 new entry di supercar Lamborghini e nuovi Bull Box in location europee. Un ingente restyling strutturale con proiezione al mercato americano nel 2026

Dopo l’annuncio ufficiale del 3 febbraio, con il quale nasceva di fatto un nuovo modello di business applicato al settore supercar rental & driving experience, si delinea oggi un altro traguardo. Il format in questione è nominato “ENJOYRENT”, dalla fusione dei concetti di “enjoyment” e “rent”. Grazie alla qualità dei servizi e del lavoro svolto, diversi fonti d’investimento hanno deciso di sostenere concretamente il marchio Bull Days. Supportando e potenziando la sua innovativa divisione rental.

Il piano di sviluppo approvato prevede innanzitutto l’acquisto di 30 nuovi modelli che entreranno da subito nell’arena Bull Days. A seguito dell’apertura e dei già notevoli regimi operativi del “Bull Box” di Monte Carlo, vero e proprio centro nevralgico nel Principato, verrà effettuata anche una seconda inaugurazione a Cannes. Con l’ambiziosa prospettiva di poter aprire successivamente altri Bull Box nelle principali città e metropoli europee.

Bull Days EnjoyRent diventa quindi a tutti gli effetti una struttura che si inserisce da protagonista nel mondo del luxury rental e nelle esperienze esclusive, in modo del tutto originale. Una delle sue particolarità, motivo di grande entusiasmo e appeal, è infatti la natura non-convenzionale delle vetture in vetrina.

Non canoniche supercar ma una vera e propria stirpe di belve a quattro ruote, ognuna con la propria anima e il rispettivo nome d’arte. Questa la chiave del successo internazionale della divisione rental by Bull Days. Insieme ad altri numerosi punti di forza, come ad esempio il rapporto qualità-prezzo e le cauzioni più basse del mercato.

UN’ARENA DI SUPERCAR UNICHE

Sveliamo ora in anteprima i modelli che entreranno nell’arena EnjoyRent. È previsto l’arrivo di una Lamborghini Tecnica color arancio xanto matt, l’ultimo e conclusivo esemplare della gamma Huracán. Accompagnata da altre serie speciali Aventador Roadster, per chi oltre ad amare la monoscocca in carbonio e la potenza del suo V12, ha un feeling innato con la velocità.

Ovviamente abbiamo pensato anche agli spiriti più off-road, amanti di libertà assoluta e avventura allo stato puro, con l’ingresso di configurazioni Urus senza precedenti.

Le new entry si uniranno così all’unica Lamborghini Huracán STO a noleggio in tutta Europa e alle altre fameliche luxury cars già nel ring.

Trasformare la passione in una struttura efficiente e innovativa

La proiezione è davvero entusiasmante. Bull Days EnjoyRent sta diventando il dispositivo privilegiato per trasmettere ad un pubblico sempre maggiore i valori della passione per il marchio del toro. Uno strumento creativo capace di attirare l’interesse degli appassionati per un futuro acquisto direttamente alla Casa Madre di Sant’Agata Bolognese.

L’EnjoyRent si configura quindi come un service all’avanguardia replicabile e dal grande potenziale imprenditoriale, commerciale e comunicativo. Ogni servizio è studiato nei minimi dettagli per rendere sempre più accessibile e diffuso capillarmente il brand Bull Days con la sua divisione luxury rental.

ENTRA NELL’ARENA BULL DAYS ENJOYRENT

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Stefano Cigana

FENICE PRINCIPALITY OF MONACO: la nuova business intelligence monegasca

“Fire up your business”, operativo il nuovo punto di riferimento del business strategico: dal Principato verso tutto il mondo

Il frutto della qualità del lavoro, della dedizione appassionata, dell’immaginazione seme di ogni visione e delle relazioni di valore costruite negli anni non si raccoglie subito. Come un buon vino ha bisogno di tempo, unico vero e assoluto metro di giudizio delle nostre vite. Forse per questo oggi è arrivato il momento giusto per dare alla luce una nuova creatura.

FENICE Principality of Monaco è la porta di ingresso nel business monegasco. Il punto di riferimento strategico da Monaco verso tutto il mondo. Un unicum assoluto nella struttura economica e sociale del principato più celebre a livello globale.

FENICE è l’energia che fa accadere le cose, che unisce le tessere del puzzle, che connette le persone, che traduce in realtà le idee audaci. Non è un nuovo marchio di lifestyle, è un universo di attività a 360° per sviluppare strategie e sinergie di business innovative.

LA FORZA DELLE RELAZIONI

Una società fondata su un importantissimo network di relazioni globali con realtà, enti, istituzioni, manager, imprenditori monegaschi e internazionali.

È proprio questo il nucleo, il cuore pulsante che permette oggi a FENICE di librarsi nel cielo della Côte d’Azur. L’ulteriore conferma che la visione era quella giusta. Dal 2015 di strada ne abbiamo fatta veramente tanta. Le cose bisogna farle bene quando nessuno ti sta guardando: questa è la qualità del lavoro. L’ingrediente determinante che ha permesso, insieme all’apporto creativo, un graduale inserimento nel tessuto socio-economico di Monaco.

FENICE si basa quindi su una solida rete di relazioni mondiali. È di fatto attiva anche nella società civile, costituendosi come fulcro e volano globale tra CdA, organizzazioni, associazioni, comitati, trust, board economici, federazioni internazionali, asset, beni materiali-immateriali e territori.

ONE PLACE FOR EVERY BUSINESS

Altro punto di forza di FENICE Principality of Monaco è sicuramente la sua unicità in un panorama singolare come quello del Principato. Possiamo infatti vedere FENICE come un luogo che non conosce il concetto di limite.

La sua natura è proprio quella di centralizzare in un unico nome tutte le discipline, le tecniche, i reparti e i settori per sviluppare soluzioni di business a 360°. Avvalendosi di un consolidato heritage fatto non solo di know-how ma anche di numerosi marchi collegati e partnership attive.

Configurandosi quindi come punto d’ingresso privilegiato per iniziare o elevare la propria attività tra Monte Carlo, Monaco-Ville e gli altri iconici quartieri.

FENICE Principality of Monaco

Monaco & Monte Carlo: un palcoscenico di prestigio assoluto

Attivare sinergie di business, nuove società o presentare il proprio prodotto nella cornice unica del Principato di Monaco costituisce un surplus vincente, inimitabile.

Il risultato è godere direttamente dell’appeal, dell’heritage principesco e dei valori famosi in tutto il mondo che Monaco rappresenta. Paradiso in miniatore, ambita e amata location del jet-set internazionale. 

Luogo d’eccezione celebrato da artisti, scrittori, registi, divi e figure iconiche di tutte le epoche. Lusso elegante ed esclusivo, haute couture, cinema, star system, yachting, real estate, arte, culto dello sport e sensibilità green.

FENICE incarna la grande responsabilità di dare forma all’avvenire del Principato di Monaco, aprendo un nuovo filone di opportunità anche agli investitori più esigenti.

Il prossimo progetto di FENICE porterà nel DNA il suo leggendario prestigio.

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